
Introduzione: se non misuri, non esisti
Lo dico con tutta la schiettezza possibile: nel digitale puoi avere un sito bello, un e-commerce pieno di prodotti, un funnel che sembra uscito da un manuale di marketing…
ma se non misuri i KPI della conversione, stai navigando a vista.
E te lo assicuro: navigare a vista nel digitale è la strada più veloce per:
- bruciare budget pubblicitario
- perdere clienti
- non capire cosa funziona davvero
- bloccare la crescita del business
- fare “azioni” senza mai ottenere risultati concreti
Chi lavora con me lo sa: prima ancora di mettere mano al sito o all’e-commerce, io parto da una sola domanda:
➡ “Come stiamo misurando la conversione?”
Perché le conversioni non sono un’opinione.
Le conversioni sono un numero.
E i numeri raccontano la verità.
Oggi voglio spiegarti — con la chiarezza di chi queste cose le fa tutti i giorni — come misurare i KPI della conversione digitale, quali sono i KPI fondamentali, quali sono completamente inutili e quali sono quelli che fanno davvero crescere un business online.
Ti garantisco che, se applichi ciò che stai per leggere, il tuo sito o e-commerce cambierà per sempre.
1. Prima di tutto: che cos’è un KPI di conversione digitale?
Un KPI (Key Performance Indicator) è un indicatore chiave di performance.
Ma non tutti gli indicatori sono KPI.
E questo è il primo errore.
Molti imprenditori guardano numeri che non significano nulla:
- numero like
- impression social
- visualizzazioni sulla homepage
- follower
- tempo medio sul sito (preso a caso)
Non sto dicendo che siano inutili in assoluto.
Sto dicendo che non spiegano la conversione.
Un KPI di conversione digitale deve rispondere a tre criteri:
- È direttamente collegato al fatturato
- È misurabile in modo oggettivo
-
Permette un miglioramento concreto
Se un indicatore non rispetta questi tre criteri, non è un KPI di conversione.
Stop.
2. Le due macro-categorie di KPI di conversione
Per semplificare tutto, dividiamo i KPI in due macro categorie:
1. KPI di Macro-Conversione
Sono le conversioni finali, quelle che impattano direttamente sul fatturato.
Esempi:
- vendite e-commerce
- richieste di preventivo
- iscrizioni a pagamento
- prenotazioni
- lead qualificati (non contatti generici)
2. KPI di Micro-Conversione
Sono le piccole azioni che avvicinano una persona alla conversione finale.
Esempi:
- aggiunta al carrello
- click sul bottone “Acquista”
- download risorse
- iscrizione alla newsletter
- visualizzazione pagina prodotto
- visualizzazione landing page
Non puoi aumentare le vendite se non misuri prima le micro-conversioni.
3. Il vero motivo per cui gli imprenditori non misurano le conversioni
Te lo dico io perché succede.
Gli imprenditori non misurano perché misurare significa affrontare la realtà.
E la realtà spesso è molto diversa dalle aspettative.
Misurare significa scoprire:
- che il sito “bello” in realtà non converte
- che le campagne non rendono
- che le pagine prodotto non funzionano
- che il traffico c’è, ma non compra
- che il funnel non porta clienti reali
Ma solo affrontando la realtà puoi migliorarla.
4. I KPI di conversione digitale fondamentali (quelli che devi misurare SUBITO)
Ora entriamo nel pratico.
Qui sotto trovi i KPI che ogni business digitale, che vendi servizi o prodotti, dovrebbe misurare.
5. Conversion Rate (CR): il KPI dei KPI
Il tasso di conversione è la percentuale di visitatori che compie l’azione desiderata.
Formula:
Conversioni / Visitatori x 100
Esempi di CR:
- e-commerce: % che acquista
- sito servizi: % che richiede preventivo
- landing page: % che lascia email
Valori medi in Italia:
- e-commerce medio: 0,5% – 1%
- e-commerce ottimizzati: 2% – 4%
- landing page ben progettate: 20% – 40%
Non sapere il tuo CR significa andare al buio.
6. CAC – Customer Acquisition Cost
Uno dei più importanti KPI in assoluto.
Indica quanto ti costa acquisire un cliente.
Se spendi più di quanto incassi, non hai un business.
Hai un hobby costoso.
Formula:
Budget marketing / clienti acquisiti
Esempio:
- spendi 1000€ in ads
- ottieni 10 clienti
➡ CAC = 100€
7. ROAS – Return On Advertising Spend
Fondamentale per chi fa pubblicità a pagamento.
Formula:
Fatturato generato / Budget investito
Un ROAS sotto 2 è quasi sempre insufficiente.
Un ROAS sopra 5 indica una strategia solida.
8. Aggiunta al carrello (Add to Cart Rate)
KPI sottovalutato, ma potentissimo.
Misura quante persone mostrano intenzione d’acquisto reale.
Se hai:
- tanto traffico
- poche aggiunte al carrello
→ il problema è pagina prodotto, prezzo o prova sociale
9. Checkout Initiated Rate
Misura quante persone entrano nel checkout.
Se molte aggiungono al carrello ma poche entrano nel checkout:
→ hai un problema di fiducia o di chiarezza dei costi.
10. Abandoned Cart Rate: il killer silenzioso delle vendite
In Italia il carrello abbandonato supera il 70%.
Sapere questo numero ti permette di:
- attivare automazioni di recupero
- ottimizzare checkout
- chiarire costi e spedizioni
11. Conversion Rate per dispositivo
Il 70% del traffico è mobile.
Ma molti e-commerce convertono meglio su desktop.
Se succede, hai un problema di:
- UX mobile
- velocità
- checkout pessimo
- tap target piccoli
- layout confuso
È uno dei KPI più ignorati e più preziosi.
12. Lifetime Value (LTV)
Il valore totale di un cliente nel tempo.
LTV è essenziale per stabilire quanto puoi investire per acquisire un cliente.
Se LTV è alto:
→ puoi acquisire clienti anche in perdita iniziale
→ e guadagnare nel tempo
I migliori business digitali funzionano così.
13. KPI specifici per siti web che vendono servizi
Se vendi servizi, oltre ai KPI già citati, devi misurare:
- lead qualificati (non generic lead!)
- tasso di prenotazione chiamata
- tasso di risposta email
- tasso di conversione landing → contatto
- tasso contatto → cliente
I servizi vivono di funnel più complessi, e i KPI devono misurare ogni step.
14. KPI specifici per e-commerce
Se hai un negozio online, devi monitorare:
- tasso di acquisto ripetuto
- valore medio dell’ordine (AOV)
- tempo medio tra un acquisto e l’altro
- coupon redemption rate
- recensioni generate
- percentuale resi
Questi KPI definiscono un e-commerce profittevole.
15. KPI inutili (quelli che tutti guardano ma che non servono a nulla)
Eccoli, gli ingannatori:
- like
- commenti
- follower
- impression
- engagement social
- click senza conversioni
- visite alla homepage
Non fraintendermi: non sono inutili in assoluto.
Sono inutili se stai parlando di conversioni digitali.
Non ti fanno guadagnare.
Non ti fanno scalare.
Non ti aiutano a migliorare.
16. Come misurare davvero i KPI: gli strumenti indispensabili
Per misurare i KPI servono strumenti, non opinioni.
Ecco quelli essenziali:
1. Google Analytics 4
Per monitorare:
- eventi
- funnel
- sessioni
- conversioni
2. Google Tag Manager
Per tracciare:
- click
- acquisti
- micro-conversioni
- scroll
- interazioni specifiche
3. Heatmap (Hotjar, Clarity)
Per capire cosa fa realmente l’utente.
4. CRM e sistemi di marketing automation
Per tracciare:
- lead
- sequenze
- apertura email
- ritorno clienti
5. Analytics della piattaforma e-commerce
Shopify, Magento, WooCommerce…
ciascuna ha KPI interni utilissimi.
17. L’errore più grave: misurare troppo e non capire nulla
Molti imprenditori hanno:
- report complicati
- dashboard piene di grafici
- 200 metriche inutili
E non vedono le 5 che fanno la differenza.
Il segreto non è misurare di più.
Il segreto è misurare meglio.
18. Il metodo che uso io per misurare (e migliorare) le conversioni dei miei clienti
Quando prendo in mano un sito o un e-commerce, non parto mai dal design.
Non parto dal traffico.
Non parto nemmeno dai testi.
Parto dai numeri.
E la mia analisi segue sempre questi step:
STEP 1 – Analisi conversione attuale
CR, AOV, LTV, CAC, ROAS…
STEP 2 – Micro-conversioni
Add-to-cart
Checkout
Scroll
Click su CTA
STEP 3 – Funnel
Quali step funzionano e quali no.
STEP 4 – UX e contenuti
Hotjar, sessioni registrate, heatmap.
STEP 5 – Ottimizzazione
Test A/B
nuovi layout
copy ottimizzato
nuovi percorsi utente
È un metodo in 5 fasi che porto avanti da anni, e funziona ogni singola volta.
19. KPI e test A/B: la coppia che fa crescere i business
Misurare è inutile se non testi.
E testare è inutile se non misuri.
Il test A/B è lo strumento numero uno per aumentare le conversioni:
- due versioni della stessa pagina
- stessa audience
- stesso momento
La versione migliore vince.
Piccoli cambiamenti producono grandi risultati:
- cambiare headline
- cambiare colore del bottone
- aggiungere prove sociali
- accorciare il form
Queste cose aumentano conversioni anche del 20-60%.
20. Come aumentare i KPI di conversione (strategie concrete)
Ora che sai come misurare, devo dirti come migliorare.
Ecco le leve principali:
1. Migliora la pagina prodotto o la pagina servizio
È lì che si converte davvero.
2. Aggiungi prova sociale
Video recensioni
Testimonianze
Case study
3. Semplifica il percorso di acquisto
Meno click → più conversioni
4. Ottimizza il mobile
Il 70% del mercato è lì.
5. Migliora il copy
Chi vende, scrive.
Chi non scrive, non vende.
6. Riduci i rischi
Garanzie
Politiche resi
Chiarezza totale
7. Email marketing
Recupero carrelli
Upsell
Fidelizzazione
8. Test continui
Chi non testa, non cresce.
21. Checklist finale dei KPI di conversione digitale
Copiala e usala subito.
KPI fondamentali
- Conversion Rate
- CAC
- ROAS
- AOV
- LTV
- Add-to-Cart Rate
- Checkout Rate
- Carrelli abbandonati
Micro-conversioni
- click CTA
- scroll
- visualizzazioni prodotto
- iscrizioni newsletter
- download
Qualità del traffico
- conversioni per fonte
- conversioni per campagna
UX e comportamento utente
- heatmap
- sessioni registrate
Conclusione: misurare i KPI è l’inizio della crescita, non la fine
Misurare i KPI della conversione digitale non serve a “riempire un report”.
Serve a far crescere il business.
Serve a capire dove investire.
Serve a vedere la realtà e migliorarla.
Serve a vendere di più, spendendo meno.
E soprattutto, serve a prenderti finalmente il controllo dei risultati.
Se vuoi, posso aiutarti a:
- misurare i KPI del tuo sito o e-commerce
- impostare un sistema di monitoraggio professionale
- analizzare cosa funziona e cosa no
- ottimizzare ogni singola conversione
Mi basta sapere che tipo di business hai e qual è la tua attuale situazione digitale.
Possiamo fare una prima analisi insieme.
Introduzione: se non misuri, non esisti
Lo dico con tutta la schiettezza possibile: nel digitale puoi avere un sito bello, un e-commerce pieno di prodotti, un funnel che sembra uscito da un manuale di marketing…
ma se non misuri i KPI della conversione, stai navigando a vista.
E te lo assicuro: navigare a vista nel digitale è la strada più veloce per:
- bruciare budget pubblicitario
- perdere clienti
- non capire cosa funziona davvero
- bloccare la crescita del business
- fare “azioni” senza mai ottenere risultati concreti
Chi lavora con me lo sa: prima ancora di mettere mano al sito o all’e-commerce, io parto da una sola domanda:
➡ “Come stiamo misurando la conversione?”
Perché le conversioni non sono un’opinione.
Le conversioni sono un numero.
E i numeri raccontano la verità.
Oggi voglio spiegarti — con la chiarezza di chi queste cose le fa tutti i giorni — come misurare i KPI della conversione digitale, quali sono i KPI fondamentali, quali sono completamente inutili e quali sono quelli che fanno davvero crescere un business online.
Ti garantisco che, se applichi ciò che stai per leggere, il tuo sito o e-commerce cambierà per sempre.
1. Prima di tutto: che cos’è un KPI di conversione digitale?
Un KPI (Key Performance Indicator) è un indicatore chiave di performance.
Ma non tutti gli indicatori sono KPI.
E questo è il primo errore.
Molti imprenditori guardano numeri che non significano nulla:
- numero like
- impression social
- visualizzazioni sulla homepage
- follower
- tempo medio sul sito (preso a caso)
Non sto dicendo che siano inutili in assoluto.
Sto dicendo che non spiegano la conversione.
Un KPI di conversione digitale deve rispondere a tre criteri:
- È direttamente collegato al fatturato
- È misurabile in modo oggettivo
-
Permette un miglioramento concreto
Se un indicatore non rispetta questi tre criteri, non è un KPI di conversione.
Stop.
2. Le due macro-categorie di KPI di conversione
Per semplificare tutto, dividiamo i KPI in due macro categorie:
1. KPI di Macro-Conversione
Sono le conversioni finali, quelle che impattano direttamente sul fatturato.
Esempi:
- vendite e-commerce
- richieste di preventivo
- iscrizioni a pagamento
- prenotazioni
- lead qualificati (non contatti generici)
2. KPI di Micro-Conversione
Sono le piccole azioni che avvicinano una persona alla conversione finale.
Esempi:
- aggiunta al carrello
- click sul bottone “Acquista”
- download risorse
- iscrizione alla newsletter
- visualizzazione pagina prodotto
- visualizzazione landing page
Non puoi aumentare le vendite se non misuri prima le micro-conversioni.
3. Il vero motivo per cui gli imprenditori non misurano le conversioni
Te lo dico io perché succede.
Gli imprenditori non misurano perché misurare significa affrontare la realtà.
E la realtà spesso è molto diversa dalle aspettative.
Misurare significa scoprire:
- che il sito “bello” in realtà non converte
- che le campagne non rendono
- che le pagine prodotto non funzionano
- che il traffico c’è, ma non compra
- che il funnel non porta clienti reali
Ma solo affrontando la realtà puoi migliorarla.
4. I KPI di conversione digitale fondamentali (quelli che devi misurare SUBITO)
Ora entriamo nel pratico.
Qui sotto trovi i KPI che ogni business digitale, che vendi servizi o prodotti, dovrebbe misurare.
5. Conversion Rate (CR): il KPI dei KPI
Il tasso di conversione è la percentuale di visitatori che compie l’azione desiderata.
Formula:
Conversioni / Visitatori x 100
Esempi di CR:
- e-commerce: % che acquista
- sito servizi: % che richiede preventivo
- landing page: % che lascia email
Valori medi in Italia:
- e-commerce medio: 0,5% – 1%
- e-commerce ottimizzati: 2% – 4%
- landing page ben progettate: 20% – 40%
Non sapere il tuo CR significa andare al buio.
6. CAC – Customer Acquisition Cost
Uno dei più importanti KPI in assoluto.
Indica quanto ti costa acquisire un cliente.
Se spendi più di quanto incassi, non hai un business.
Hai un hobby costoso.
Formula:
Budget marketing / clienti acquisiti
Esempio:
- spendi 1000€ in ads
- ottieni 10 clienti
➡ CAC = 100€
7. ROAS – Return On Advertising Spend
Fondamentale per chi fa pubblicità a pagamento.
Formula:
Fatturato generato / Budget investito
Un ROAS sotto 2 è quasi sempre insufficiente.
Un ROAS sopra 5 indica una strategia solida.
8. Aggiunta al carrello (Add to Cart Rate)
KPI sottovalutato, ma potentissimo.
Misura quante persone mostrano intenzione d’acquisto reale.
Se hai:
- tanto traffico
- poche aggiunte al carrello
→ il problema è pagina prodotto, prezzo o prova sociale
9. Checkout Initiated Rate
Misura quante persone entrano nel checkout.
Se molte aggiungono al carrello ma poche entrano nel checkout:
→ hai un problema di fiducia o di chiarezza dei costi.
10. Abandoned Cart Rate: il killer silenzioso delle vendite
In Italia il carrello abbandonato supera il 70%.
Sapere questo numero ti permette di:
- attivare automazioni di recupero
- ottimizzare checkout
- chiarire costi e spedizioni
11. Conversion Rate per dispositivo
Il 70% del traffico è mobile.
Ma molti e-commerce convertono meglio su desktop.
Se succede, hai un problema di:
- UX mobile
- velocità
- checkout pessimo
- tap target piccoli
- layout confuso
È uno dei KPI più ignorati e più preziosi.
12. Lifetime Value (LTV)
Il valore totale di un cliente nel tempo.
LTV è essenziale per stabilire quanto puoi investire per acquisire un cliente.
Se LTV è alto:
→ puoi acquisire clienti anche in perdita iniziale
→ e guadagnare nel tempo
I migliori business digitali funzionano così.
13. KPI specifici per siti web che vendono servizi
Se vendi servizi, oltre ai KPI già citati, devi misurare:
- lead qualificati (non generic lead!)
- tasso di prenotazione chiamata
- tasso di risposta email
- tasso di conversione landing → contatto
- tasso contatto → cliente
I servizi vivono di funnel più complessi, e i KPI devono misurare ogni step.
14. KPI specifici per e-commerce
Se hai un negozio online, devi monitorare:
- tasso di acquisto ripetuto
- valore medio dell’ordine (AOV)
- tempo medio tra un acquisto e l’altro
- coupon redemption rate
- recensioni generate
- percentuale resi
Questi KPI definiscono un e-commerce profittevole.
15. KPI inutili (quelli che tutti guardano ma che non servono a nulla)
Eccoli, gli ingannatori:
- like
- commenti
- follower
- impression
- engagement social
- click senza conversioni
- visite alla homepage
Non fraintendermi: non sono inutili in assoluto.
Sono inutili se stai parlando di conversioni digitali.
Non ti fanno guadagnare.
Non ti fanno scalare.
Non ti aiutano a migliorare.
16. Come misurare davvero i KPI: gli strumenti indispensabili
Per misurare i KPI servono strumenti, non opinioni.
Ecco quelli essenziali:
1. Google Analytics 4
Per monitorare:
- eventi
- funnel
- sessioni
- conversioni
2. Google Tag Manager
Per tracciare:
- click
- acquisti
- micro-conversioni
- scroll
- interazioni specifiche
3. Heatmap (Hotjar, Clarity)
Per capire cosa fa realmente l’utente.
4. CRM e sistemi di marketing automation
Per tracciare:
- lead
- sequenze
- apertura email
- ritorno clienti
5. Analytics della piattaforma e-commerce
Shopify, Magento, WooCommerce…
ciascuna ha KPI interni utilissimi.
17. L’errore più grave: misurare troppo e non capire nulla
Molti imprenditori hanno:
- report complicati
- dashboard piene di grafici
- 200 metriche inutili
E non vedono le 5 che fanno la differenza.
Il segreto non è misurare di più.
Il segreto è misurare meglio.
18. Il metodo che uso io per misurare (e migliorare) le conversioni dei miei clienti
Quando prendo in mano un sito o un e-commerce, non parto mai dal design.
Non parto dal traffico.
Non parto nemmeno dai testi.
Parto dai numeri.
E la mia analisi segue sempre questi step:
STEP 1 – Analisi conversione attuale
CR, AOV, LTV, CAC, ROAS…
STEP 2 – Micro-conversioni
Add-to-cart
Checkout
Scroll
Click su CTA
STEP 3 – Funnel
Quali step funzionano e quali no.
STEP 4 – UX e contenuti
Hotjar, sessioni registrate, heatmap.
STEP 5 – Ottimizzazione
Test A/B
nuovi layout
copy ottimizzato
nuovi percorsi utente
È un metodo in 5 fasi che porto avanti da anni, e funziona ogni singola volta.
19. KPI e test A/B: la coppia che fa crescere i business
Misurare è inutile se non testi.
E testare è inutile se non misuri.
Il test A/B è lo strumento numero uno per aumentare le conversioni:
- due versioni della stessa pagina
- stessa audience
- stesso momento
La versione migliore vince.
Piccoli cambiamenti producono grandi risultati:
- cambiare headline
- cambiare colore del bottone
- aggiungere prove sociali
- accorciare il form
Queste cose aumentano conversioni anche del 20-60%.
20. Come aumentare i KPI di conversione (strategie concrete)
Ora che sai come misurare, devo dirti come migliorare.
Ecco le leve principali:
1. Migliora la pagina prodotto o la pagina servizio
È lì che si converte davvero.
2. Aggiungi prova sociale
Video recensioni
Testimonianze
Case study
3. Semplifica il percorso di acquisto
Meno click → più conversioni
4. Ottimizza il mobile
Il 70% del mercato è lì.
5. Migliora il copy
Chi vende, scrive.
Chi non scrive, non vende.
6. Riduci i rischi
Garanzie
Politiche resi
Chiarezza totale
7. Email marketing
Recupero carrelli
Upsell
Fidelizzazione
8. Test continui
Chi non testa, non cresce.
21. Checklist finale dei KPI di conversione digitale
Copiala e usala subito.
KPI fondamentali
- Conversion Rate
- CAC
- ROAS
- AOV
- LTV
- Add-to-Cart Rate
- Checkout Rate
- Carrelli abbandonati
Micro-conversioni
- click CTA
- scroll
- visualizzazioni prodotto
- iscrizioni newsletter
- download
Qualità del traffico
- conversioni per fonte
- conversioni per campagna
UX e comportamento utente
- heatmap
- sessioni registrate
Conclusione: misurare i KPI è l’inizio della crescita, non la fine
Misurare i KPI della conversione digitale non serve a “riempire un report”.
Serve a far crescere il business.
Serve a capire dove investire.
Serve a vedere la realtà e migliorarla.
Serve a vendere di più, spendendo meno.
E soprattutto, serve a prenderti finalmente il controllo dei risultati.
Se vuoi, posso aiutarti a:
- misurare i KPI del tuo sito o e-commerce
- impostare un sistema di monitoraggio professionale
- analizzare cosa funziona e cosa no
- ottimizzare ogni singola conversione
Mi basta sapere che tipo di business hai e qual è la tua attuale situazione digitale.
Possiamo fare una prima analisi insieme.







